25 August

 

Busoni è vivo:

La rinascita di un interprete nel postmoderno

 

Conferenza di Piero Rattalino

 

 

 

FERRUCCIO BUSONI INTERPRETE

 

     Se vogliamo capire Busoni interprete, non misurarlo aprioristicamente secondo i concetti che si affermarono nella cultura dominante del Novecento e ai quali egli era perfettamente estraneo, dobbiamo fare uno sforzo non da poco. Una guida discografica francese molto autorevole che uscì negli anni ottanta classificò all'ultimo posto Rachmaninov interprete dei suoi Concerti perché si prendeva "troppe libertà" con il testo. Alla faccia, viene da dire, del testo come opera aperta che tanto interessava alle avanguardie! Per gli interpreti del Novecento il testo, anzi, l'Urtext, divenne un poco alla volta un feticcio. Busoni faceva invece una distinzione netta fra l'idea musicale e la sua strumentazione, e fra il "puramente umano", astorico, e la forma, storica.

     Da questa impostazione di principio discendono alcuni corollari che fanno a pugni, appunto, con la cultura dominante del Novecento. Busoni non si impegnò però in una esposizione teoretica e sistematica delle sue idee. Era un uomo d'azione, non un filosofo, un uomo d'azione che affrontava e risolveva i problemi nel modo per lui più funzionale e che solo rispondendo a domande che venivano sollevate da giornalisti e da critici cercava di superare il suo soggettivismo. Ciò malgrado, non di rado si trovano nei suoi brevi scritti delle intuizioni teoretiche folgoranti. Busoni, dicevo, non era un filosofo, ma la sua mente scopriva nella realtà le pieghe più nascoste.  

     Il materiale a nostra disposizione per valutare concretamente il Busoni interprete è molto ridotto: pochissimi dischi, qualche rullo di pianoforte riproduttore, edizioni commentate di classici. Troppo poco per ricostruire l'evoluzione del suo pensiero nel corso di cinquant'anni di militanza concertistica, appena quanto basta per mettere in chiaro alcuni caratteri stilistici fondamentali. Si deve lavorare molto su indizi e poco su prove, e questo è un impegno indubbiamente appassionante ma pieno di insidie e di tentazioni di prendere scorciatoie. Tuttavia ciò che si capisce benissimo è che il pensiero di Busoni non è da archiviare come storia ma da riprendere e rimeditare sotto la specie della attualità. Che lo si faccia o no, questo è un problema che non possiamo più ignorare.

 

Piero Rattalino