29 agosto

 

ore 20.30 

 

THOMAS GOEPFER Computer Music Designer (ircam)

SYLVAIN CADARS Sound Engineer (ircam)

SÉBASTIEN VICHARD Pianoforte 

 

Aureliano Cattaneo

corda per pianoforte ed elettronica *

Prima italiana 

 

ore 21 

 

Nikita Abrosimov Pianoforte 

 

F. Haydn, Sonata in fa maggiore Hob.XVI:23

S. Rachmaninov, Variazioni su un tema di Corelli op. 42

I. Stravinsky, Petrushka

 

ore 22 

 

Proiezione del film documentario di Christopher Nupen, Alice Sommer Herz - Everything is a present

 

* Opera commissionata da Annie Clair e dalla Fondazione Concorso Busoni in collaborazione con IRCAM Paris e con il gentile sostegno della Ernst von Siemens Musikstifutng.

 

 


 

Intervista a Aureliano Cattaneo 

 

Il pianoforte è uno strumento ricorrentemente presente nelle sue composizioni cameristiche, ma in effetti nel suo catalogo, prima di corda, figura solamente un'opera per pianoforte solo. Si tratta di Klangregie (2000-2001), primo premio al concorso di composizione "Valcárcel" di Santander (Spagna), eseguita in prima assoluta da Bruno Canino. Che cosa è cambiato da allora nel suo rapporto con la scrittura pianistica?

Nei quindici anni che dividono corda da Klangregie, ho utilizzato il pianoforte, come dice,

in composizioni cameristiche o anche in orchestra, e come solista solo in un lavoro per trio solista (con sassofono e percussione) e orchestra scritto per il festival di Donaueschingen nel 2012. In corda la scrittura pianistica ritorna a essere piú idiomatica, in un certo modo piú fisiologicamente naturale, rispetto a Klangregie.

 

Ci parli di corda. 

Corda è un lavoro per pianoforte ed elettronica. L'idea principale di corda è l'integrazione dello strumento acustico con l'elettronica, realizzata attraverso l'uso di sette trasduttori applicati direttamente sulla cassa di risonanza del pianoforte in modo che lo stesso pianoforte funzioni da altoparlante. Tutti i suoni escono quindi direttamente dallo strumento, creando una sensazione di "trompe-l’oreille" per cui a volte è difficile distinguere il suono originale da quello elettronico. In corda ho lavorato sulla possibilitá di manipolare il suono del pianoforte in tempo reale; il punto di partenza é dato dall'idea di poter "scordare" lo strumento secondo l'intonazione naturale dei suoni armonici. 

 

Come si è svolto il lavoro insieme a Thomas Goepfer e Sylvain Cadars dell'IRCAM? 

Il lavoro negli studios dell' IRCAM è durato circa otto settimane. In una prima fase di sperimentazione abbiamo provato oltre al pianoforte a coda con sistema Midi integrato, che finalmente è lo strumento scelto per il lavoro, anche diverse tastiere, tra cui la curiosa tastiera "molle" seabord, e un disklavier. In un secondo momento abbiamo lavorato alle varie possibilitá dell'elettronica, un campo vastissimo e per me praticamente sconosciuto. Nella fase finale il lavoro si è concentrato sulla selezione dell'elaborazione elettronica e la scrittura della partitura. Thomas Goepfer si è occupato delle questioni tecniche, dello sviluppo e disegno della parte elettronica. Il lavoro con lui è stato davvero un lavoro collaborativo, Thomas é stato per me una guida, ma anche uno stimolo e una fonte continua di idee. Sylvain Cadars ci ha assistito nelle questioni puramente tecniche e si è occupato della qualitá del suono. Devo dire che il livello tecnico e la preparazione e sensibilitá musicale di Thomas e Sylvain mi hanno davvero impressionato. 

 

Sébastien Vichard è un rinomato interprete e conoscitore del repertorio pianistico contemporaneo. Che ruolo ha avuto nel processo compositivo di corda

Sébastien è un grande pianista e un grande musicista. È venuto due volte all'IRCAM e con lui abbiamo testato alcuni effetti, discusso di alcuni dettagli della composizione e finalmente montato tutto il lavoro nell'ultima settimana prima della prima alla Philarmonie di Parigi lo scorso 10 giugno.


 

Tra i suoi maestri figura anche Mauricio Sotelo, che abbiamo avuto il piacere di ascoltare due anni fa al Festival Busoni con Ancora un segreto (2014), un'opera che prende ispirazione dalle conversazioni del compositore con Alfred Brendel in merito alla Sonata in si minore di Liszt. Anche in corda possiamo riconoscere qualche riferimento al repertorio pianistico di ieri e oggi? 

Ho conosciuto Maurico Sotelo quindici anni fa durante dei corsi di composizione estivi che teneva in Andalucia. L'incontro con Mauricio per me è stato decisivo, perché mi ha aperto un nuovo mondo sonoro in cui la ricerca sul suono è un punto fondamentale. Un altro compositore molto importante che mi ha trasmesso l'ossessione per la cura formale e la riflessione sul tempo musicale è stato il mio primo insegnante di composizione, Carlo Landini.

 

Corda é per me una sorta di autobiografia del periodo dei miei studi pianistici. Ci sono infatti riferimenti lontani, o meno lontani, ad alcuni lavori che ho studiato e amato: Musiche nella notte dalla suite Szabadban di Bartok, Sofferte onde serene di Luigi Nono, Premier extrait di Carlo Landini. Ma c'è anche un riferimento formale nascosto all'Adagio della Sonata Hammerklavier di Beethoven. Corda è stato scritto in diverse fasi di lavorazione e in diversi periodi di tempo, parallelamente alle "scoperte" sull'elettronica. La stesura non è stata quindi lineare, cioé dall'inizio alla fine, ma direi labirintica, con aggiunte, ritorni. Per me l'Adagio dell'opus 106 funziona, come diceva Berio, proprio come un labirinto, con continue digressioni, ripensamenti ritorni sulla strada lasciata prima. A questa idea di forma che si crea durante il proprio cammino guarda idealmente corda.